Buon viaggio, Francesco

“Poi fu la volta di Guccini, che cantò La locomotiva. Viola aveva individuato Martino subito prima dell’ingresso di Gaber. Solo alcuni spettatori li separavano, e lei aveva iniziato a fissarlo. Lui, forse attratto magneticamente dal suo sguardo, si era voltato e aveva immerso gli occhi in quelli di lei, senza riprenderseli più. Intanto Guccini cantava:

… la fiaccola dell’anarchia…

e i presenti gridavano alzando il pugno, ma Viola non si accorgeva di nulla, succube dello sguardo di Martino.

…trionfi la giustizia proletaria…

Altre urla dalla platea, che sembrava impazzita. Ma ancora Viola era assente, mentre una lacrima scese a rigarle il viso.”

da “Cani sciolti” di Marcello Moriondo

Laurie Anderson: La fantasia in immagini

di Marcello Moriondo

In Italia Laurie Anderson è conosciuta soprattutto per il singolo O Superman inciso nel 1980, ma la sua ecletticità l’ha vista attraversare diverse arti. Scultrice, creatrice di fumetti underground, insegnante e critica d’arte, illustratrice, musicista, liutaia, scrittrice di letteratura elettronica e, naturalmente, attrice e regista teatrale e cinematografica.

È passata da un’esperienza all’altra, come se, consapevole di aver dimostrato a sé stessa e agli altri di essere in grado di cimentarsi in una determinata arte, si apprestasse ad affrontare una nuova sfida, quasi sempre di diversa natura, fino a consolidarsi nei diversi percorsi delle sue performance musicali.

Il cinema è stato per lei soprattutto un mezzo per ostentare e diffondere tramite le immagini la sua arte, soprattutto in campo musicale. Già nel 1974 si cimenta alla regia con How to Turn a Book into a Movie, dove, insieme a Bob George, racconta una propria visione di lettura, sicuramente poco tradizionale. Dopo aver ottenuto una borsa di studio per le arti creative e cinema nel 1982, intraprende un percorso parallelo alla musica e al teatro. Nel 1983 è attrice in Closed Circuit di John Crowley e nel capodanno del 1984 partecipa allo special televisivo Good Morning, Mr. Orwell, che Nam June Park ha allestito per i 35 anni dalla pubblicazione del celebre libro di George Orwell. Lo stesso anno interpreta sé stessa in Nicaragua: No pasaran di David Bradbury, un documentario sulla rivoluzione nicaraguense. Nel 1986 dirige e interpreta il film concerto Home of the Brave, avvalendosi della partecipazione di musicisti a lei cari e dello scrittore William S. Burroughs. William Burroughs: A Man Within di Yony Leyser è del 2010 e la cantante è tra i protagonisti. Burroughs e Anderson sono ancora insieme nel 2016 in Uncle Howard di Aaron Brookner. La sua musica accompagna anche i vari personaggi, famosi e non, ripresi con metodi a volte di fortuna da Pippo Delbono nel 2011 per Amore carne.

Laurie Anderson partecipa in seguito a un’innumerevole quantità di documentari, musicali e no, in varie vesti: attrice, narratrice, presentatrice e interprete; opere comunque sempre molto impegnate e all’avanguardia, impossibile citarle tutte.

Quindi cura le musiche di Qualcosa di travolgente e Swimming in Cambogia di Jonathan Demme; il primo, del 1986, è un film cui anche le musiche di repertorio sono travolgenti, dai Troggs a David Byrne; il secondo, del 1987, è un monologo performativo dello scrittore Spalding Gray, personaggio già presente nel corto diretto dalla Anderson What You Mean We? nel 1986. Arriva nel 1989 anche Heavy petting, l’età degli amori di Obie Benz e Joshua Waletzky, dove lei e altri artisti confessano le loro prime esperienze sessuali.

É anche la presentatrice nel documentario tra l’artistico e lo scientifico The Human Face diretto da Nichola Bruce e Michael Coulson del 1991. Nel 1992 è l’interprete in Hotel Deutschland di Stefan Paul. Searching for Jimi Hendrix di Chis Hegedus e del mitico D.A. Pennebaker esce nel 1999 e la vede ancora una volta protagonista. Nel 2001 è la volta di Program No. 54: Laurie Anderson: On Performance di Paul Tschindel, girato al Queens Museum. Nel 2005 dirige il corto Hidden Inside Mountains e l’anno successivo è la narratrice in Andy Warhol – A Documentary Film, dedicato all’artista scomparso. Heart of a Dog (2015) la vede regista e interprete del rapporto col suo amato cane Lolabelle. Tre anni dopo la vediamo tra le interpreti del film di Johanna Demetrakaz Feminist: Ritratti di un’epoca, in cui è a fianco di storiche artiste militanti. Nel 2020 esce Sisters with Transistors di Lisa Rovner, che la vede narratrice nell’esposizione delle pioniere della musica elettronica. Poi c’è Dante rivisitato dal visionario Mimmo Paladino e interpretato da Anderson nel 2022: La Divina Cometa. Nel 2023 è presente in Tank You Very Much di Alex Braverman.

Come scrivevo, è impossibile citare tutte le sue apparizioni sul piccolo e sul grande schermo, sia come protagonista, sia attraverso la sua musica. Senza contare le riprese dei suoi concerti e delle sue performance, nonché le raccolte dei suoi videoclip, tipo Laurie Anderson: Collected Videos, una raccolta datata 1990. Molteplici film e serie televisive hanno inserito i suoi brani nella loro colonna sonora. I seguenti sono appunto una piccola schiera degna di nota. Nel 1983 è presente con due brani in Così lontano così vicino di Wim Wenders, in cui il suo futuro marito Lou Reed interpreta sé stesso: Tightrope e Speak My Language, brano ripreso In Angeli perduti (1995)di Wong Kar-Waiquando la protagonista avvia il juke box. Strange Angels accompagna nella danza Elizabeth Perkins e William Hurt in Un medico, un uomo di Randa Haines del 1991. Nel 1998 ha prestato la sua voce per il cartoon Rugrats – Il film. Nel 2018 O Superman accompagna il viaggio del ragazzino in aereo in Black Mirror: Bandersnatch di David Slade.