Bob Marley Al cinema

di Marcello Moriondo

Il 4 giugno 1977, il giorno dopo l’uscita dell’album Exodus, Bob Marley sale sul palco del Rainbow di Londra e ci rimane per 90 minuti. È l’ultimo appuntamento dell’Exodus Tour, anche perché, a seguito di un infortunio al piede durante una partita di calcio, scopre di avere un melanoma che lo porterà alla morte quattro anni dopo.

La serata al Rainbow, è raccolta nel film Bob Marley and the Wailes, Live! At the Rainbow. Durante il concerto passano diversi tra i pezzi più famosi, inclusa una struggente No Woman No Cry ma anche tre brani da Exodus. Si assiste a una performance davvero straordinaria: Marley saltella coinvolgendo emotivamente il pubblico mentre esegue i suoi pezzi, e i Wailes non sono da meno, con uno scatenato Junior Marvin alla chitarra, l’incredibile batteria di Carlton Barrett, Tyrone Downie alle tastiere, Aston Barrett al basso e Alvin Patterson alle percussioni. Senza dimenticare l’indispensabile contributo delle tre coriste: Rita Marley, Marcia Griffiths e Judy Mowatt.

Il concerto si chiude con un medley di 18 minuti con Jamming, Get Up, Stand Up e Exodus.I

l 26 giugno 2012, distribuito dalla Lucky Red, è uscito per un solo giorno nelle sale italiane il documentario di Kevin Macdonald Marley, che oltre a raccontate l’icona del reggae attraverso la sua musica e i concerti che hanno segnato la sua carriera, mostra immagini inedite di Bob Marley anche nella vita privata, attraverso le testimonianze dei suoi amici e familiari, della band, della moglie Rita, del figlio Ziggy Marley, di Jimmy Cliff, delle varie fidanzate, inclusa l’ex Miss Mondo Cindy Breackspeare. Le immagini attraversano diversi continenti: la Giamaica, gli Usa, l’Inghilterra, il Giappone, l’Africa. Vediamo le zone povere e degradate in cui il cantante nacque, la sua evoluzione, malgrado la misera istruzione, come uomo, come artista ma anche personaggio carismatico e intriso di misticismo, capace di coinvolgere, nonostante l’attentato alla sua vita, i comportamenti di una parte della politica giamaicana.

Bob Marley – One Love di Reinaldo Marcus Green esce nel 2024. Inizia con Marley nel 1976, in mezzo a una lotta armata tra partiti rivali in Giamaica. Anche se il cantante dice di non interessarsi di politica è evidente che la decisione di fare il Smile Jamaica Concert proprio in quei giorni è un atto fortemente politico. Senza necessariamente essere schierati, ma è come se ponesse un monito ai leader politici tramite un manifesto musicale che assomiglia ai motti rivoluzionari francesi.

Quindi è conseguente il tentativo di fermarlo uccidendolo, anche perché è un seguace del Rastafarianesimo, inviso al potere. Sopravvissuto all’attentato, sale comunque sul palco con la moglie Rita, anche lei ferita gravemente nell’assalto, per il Smile Jamaica.

Quindi, messi in salvo figli da sua madre, Marley parte per Londra, dove viene regolarmente arrestato. Gli eventi si susseguono: C’è l’incontro con Junior Marvin, promosso chitarrista dei Wailes e, tra flashback sull’infanzia e i suoi traumi assistiamo alla genesi dell’album Exodus. Tra i tuffi nel passato, lo vediamo nel 1965 quando riuscì a fare incidere in primo lp dei Wiling Wailers, di cui era voce e chitarra, gruppo che diventerà The Wailes Band in supporto al cantante. Ma anche i primi incontri con Rita, ora sua moglie e vocalist.

Siamo già nel 1977 e Marley con la sua band è ancora in Europa, dove inizia il suo Exodus Tour, fino al mitico concerto al Rainbow di Londra. Nel frattempo c’è la scoperta del cancro e il sogno di trasferirsi i Africa, in onore del suo idolo Hailé Selassié.

Il film termina con il ritorno in Giamaica, e il One Love Peace Concert, organizzato dallo stesso Marley, con la presenza sul palco dei due leader politici rivali, costretti a unire le loro mani.

Poi c’è Bob Marley and the Wailes – Live in Concert che presenta immagini live da diversi concerti, mostrando io suoi pezzi più famosi, da No Woman No Cry a I Shot the Sheriff a Get Up, Stand Up. L’emozione sale quando appaiono le immagini del funerale giamaicano di Marley, nel 1981.

Le canzoni di Marley sono presenti anche in svariati film di finzione. Ad esempio, in The Beach (2000) di Danny Boyle, un ambulante canta Redemption Song e In Io sono leggenda (2007), mentre Will Smith lava il cane e quando guida il camion passa Three Little Birds. Poi Smith suona Stir it up e nei titoli di coda c’è Redemption song.