La Quinzaine virtuale

Laurie Anderson a Cannes

di Marcello Moriondo

La Quinzaine des Realisateurs diventa virtuale grazie a Laurie Anderson e Hsin-Chien Huang.

La rassegna cannense presenterà il loro Go Where You Look! Falling Off Snow Mountain, una serie di tre opere di realtà virtuale.

Anderson, che nel 2013 rimase vedova del compagno Lou Reed, prosegue nella sua ricerca sperimentale con questa sfida, un’installazione virtuale riservata sicuramente a un pubblico non convenzionale.

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La casa dalle finestre che ridono

Intervista a Lino Capolicchio e Antonio Avati

di Marcello Moriondo

La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati è un cult del gotico italiano,  prodotto dal fratello Antonio e Gianni Minervini e interpretato da Lino Capolicchio e Gianni Cavina, che con Maurizio Costanzo, ha partecipato alla stesura della sceneggiatura. È la storia di un restauratore che, trovatosi nella bassa padana per il recupero di un “San Sebastiano”, rimane coinvolto in orrorifici quanto misteriosi omicidi.

La versione del film contenuta nel dvd è completamente masterizzata e restaurata, e comprende lo speciale “25 anni di culto” con interviste agli autori e agli interpreti.

LINO CAPOLICCHIO

M. M. – Da quanto tempo non vedi La casa dalle finestre che ridono?

L.. Capolicchio – L’ho visto in televisione alcuni anni fa, una copia molto brutta, non si vedeva nulla. Il restauro è stato fatto molto bene e in ogni modo c’è sempre un minimo di distacco quando si vedono i propri film, e anche un po’ di rimpianto perché ti vedi più giovane.

Era un periodo in cui lavoravi molto.

Sì, lavoravo tantissimo. Poi, sai, il mio problema è sempre stato, non solo allora ma anche adesso, di trovare delle cose stimolanti. Il cinema puramente commerciale, non mi è mai interessato. Dovevo sempre cercare una cosa che mi coinvolgesse, che mi stimolasse.

Che cosa ricordi del periodo della lavorazione?

Intanto ricordo delle belle mangiate e bevute, perché con Avati, in tutti i posti che andavi, saltavano fuori delle gran fettuccine al ragù. Poi devo dire che c’era una bell’atmosfera. Era la prima volta che lavoravo con lui e mi sono subito trovato in sintonia, a parte il fatto che il signore che ci ha affittato questa villa dove soggiornavamo era omosessuale e mi corteggiava. Allora lì ho avuto qualche problema.

Parlami del tuo personaggio nel film.

È curioso rappresentare cinematograficamente uno che fa il restauratore. Ma copione era decisamente interessante, quindi non ha faticato ad entrare in sintonia con il personaggio.

Film tuoi recenti?

Ho fatto due film come regista e uno l’ho terminato da poco, quindi spero che esca presto. Si chiama Le sorelle Manzoni, un film d’epoca, tutto in costume. Si svolge alla metà dell’Ottocento ed è la storia dell’ultima figlia di Manzoni e del suo terribile rapporto con questo padre. Recentemente non ho più fatto cose per la televisione, mentre invece ho fatto uno spettacolo di gran successo in teatro in teatro in cui faccio un travestito. Come dicevo prima, devo fare delle cose che mi piacciono, che m’ispirano, oppure ci deve essere una sfida, come quella del travestito. C’era una sfida vera.

Come quando a cavallo tra i Sessanta e i Settanta interpretavi quei personaggi anticonformisti, di rottura, scomodi.

Infatti. A me non importa nulla di lavorare solo per i soldi. Allora facevo il lavoro di mio padre. Lui guadagnava un sacco di soldi facendo il commerciante di legnami. Non si fa l’attore per i soldi. I soldi poi ti arrivano in ogni caso, però non puoi partire pensando ‘lo faccio per questo’. La questione non è essere felici se si hanno più o meno soldi. Io so che sono infelice se non faccio le cose che mi piacciono. Questo mi rende profondamente infelice.

Parlando ancora di sfide, puoi dirmi qualcosa di più di Le sorelle Manzoni, sulle attrici?

C’è una ragazzina esordiente che ho scelto facendo 800 provini, che si chiama Ludovica Andò. C’è Laura Betti che fa una partecipazione, l’attrice francese di Histoire d’O, Corinne Cléry che fa la zia francese, Lea Gramsdorf, che ha fatto La cena di Scola interpreta la sorella. È un film non facile visivamente ma molto prezioso, perché ogni inquadratura sembra un quadro d’epoca.

Se ci fosse la motivazione, torneresti a fare film fine Anni Sessanta tipo Escalation di Roberto Faenza, scomparso nel nulla assieme a tante pellicole d’epoca?

Escalation l’ho registrato, perché è passato in televisione una volta. Comunque tornerei a fare film di questo genere. È che non si fanno più.

E per la televisione?

Nulla. Venderò una sceneggiatura, alla televisione, che ho scritto vent’anni fa, che piace molto alla televisione.

ANTONIO AVATI

M. Moriondo – Avete seguito i lavori di restauro?

A. Avati – Li abbiamo seguiti solo parzialmente, perché il nostro lavoro non ci concedeva molto tempo per farlo e anche principalmente perché non siamo dei tecnici. Pasquale Rachini, che era il direttore della fotografia allora, ed è tutt’ora il nostro direttore, ha seguito in studio con Luciano Vittori i lavori di restauro e ci relazionava continuamente. Mi risulta che è stato fatto un lavoro molto serio e professionale.

Questo lavoro ricorda la professione del protagonista del film, che è un restauratore.

È vero, non ci avevo pensato. Possiamo dire che è un film di restauro doppio.

La vostra storia cinematografica comprende la trasformazione di alcuni attori di commedia in interpreti di ruoli drammatici. Carlo Delle Piane , Diego Abbatantuono, per esempio.

Per quanto riguarda Carlo Delle Piane, il primo film che gli offrimmo non era proprio drammatico, era grottesco, strano, forse un po’ datato, perché un po’ infantilmente volevamo riecheggiare una certa comicità americana che ci piaceva molto. Arrivavano in Italia i primi film di Mel Brooks, Bananas di Woody Allen. Allora scrivemmo questo copione che si chiamava Tutti defunti tranne i morti, che aveva come protagonista un giovane venditore di libri. Per questo ruolo abbiamo visionato un serie di comici che arrivavano da vari programmi televisivi. Delle Piane fu un’idea mia. Lo incontrai stranamente alcune volte in sale cinematografiche d’essai dell’epoca, dove c’erano delle programmazioni completamente diverse rispetto a quello che mi immaginavo potesse essere la cultura di Carlo. Simpatizzammo, diventammo amici, costrinsi Pupi, che non voleva saperne, a conoscerlo. Con uno stratagemma lo portai in sartoria (era un film in costume) e lo feci vestire di nascosto con questo impermeabile all’americana, il cappello sugli occhi e gli occhialini. Bastò che sgranasse gli occhi e facesse due o tre faccette che Pupi rimase affascinato. I ruoli più importanti li fece dopo, con Regalo di Natale e il Leone d’Oro a Venezia. E qui entra in ballo Diego Abbatantuono da un’idea di mio fratello. Fummo fortunati di trovarlo a Roma proprio in quel periodo, che tra l’altro era un periodo che gli andava tutto male, Pupi lo chiamò, lui venne di corsa e credo che fu uno dei giorni più felici della sua vita, perché possiamo dire che tramite quel film gli abbiamo completamente cambiato la vita.

Tra quelli che avete scoperto, quali sono gli attori che ricordate con più affetto? Qualcuno è anche scomparso per sempre.

Se parli di attori scomparsi è chiaro che parli di Nick Novecento. Era un ragazzo, una meteora, un angioletto che ci è rimasto nel cuore. Non era solo un attore che lavorava con noi ma era nostro figlio, nostro nipote, tutto, viveva a casa mia quando viveva a Roma. Era proprio il nostro figlio putativo, ce lo portavamo in giro, gli abbiamo insegnato tutto.

Poi sono passati altri che sembrano non ricordare di aver fatto il loro primo film da protagonisti con noi. C’è Stefano Accorsi che da studente si è trovato improvvisamente a interpretare un film da protagonista in America: Fratelli e sorelle. Poi Impiegati è il primo film di Elena Sofia Ricci e di Luca Barbareschi. Nel cast di Storia di ragazzi e ragazze c’era un’altra esordiente che è sparita dalla nostra vita senza dimostrare mai un minimo di gratitudine e si chiama Valeria Bruni Tedeschi. Come produttori abbiamo prodotto il primo film di Benigni, Berlinguer ti voglio bene, il primo di Lamberto Bava, Macabro.

Torneresti a fare film tipo La casa dalle finestre che ridono?.

Film così autarchici e produttivamente miseri non si possono più fare. Non abbiamo più né forza, né entusiasmo, né fisico. Credo che il pubblico oggi desideri formalmente qualcosa di più. Invece a livello di paura, di genere, di storia gotica, horror, sì, continuiamo a farli, Pupi ha fatto un film, molto più curato, intellettualmente molto più colto, come L’arcano tentatore che bene o male era sempre sul versante gotico. E in futuro gireremo senz’altro un altro film su questo versante dal titolo Le torri del silenzio, ambientato completamente in America.

E nell’immediato futuro?

Una storia d’amore, una commedia ambientata nel primo novecento, su soggetto originale di Pupi.

Difficilmente ambientate una storia nel presente. Spesso, come in questo caso, tornate indietro nel tempo.

Non è per un fatto nostalgico, ma per una questione storico-culturale. Credo che mio fratello sia uno dei più grandi esperti del medioevo. Basta guardare Magnificat o I cavalieri che fecero l’impresa per capirlo. C’è stata una ricerca filologica e storica enorme da parte di Pupi.

Marcello Moriondo

 

BIT 2019

Dall’10 al 12 febbraio si è svolto il BIT, la Borsa Internazionale del Turismo a vocazione internazionale. Per chi vuol essere un turista è la manifestazione ideale. La storica manifestazione, organizzata da Fiera Milano, ha avuto inizio nel 1980 e ormai si è consolidata nelle proposte di tutti gli attori del settore, come tour operator, compagnie di trasporto, hotel, agenti di viaggi, filiere dell’agroalimentare, fornitori di tecnologia e stampa di settore. Dall’altra parte del bancone a chiedere informazioni o semplicemente a curiosare si trova il turista compulsivo fino a chi vuole semplicemente fare una gita nei dintorni o scoprire un nuovo sentiero tra le montagne che si trovano non troppo lontano. La domenica è frequentata soprattutto dal pubblico, mentre i due giorni successivi sono riservati soltanto agli operatori del settore. Per avere una unità di misura, secondo i dati della World Trade Organization Organizzazione Mondiale del Commercio, prossimamente il turismo diventerà il maggiore settore economico al mondo e già attualmente rappresenta, indotto compreso, oltre il 10% del PIL globale, il 30% delle esportazioni di servizi e quasi il 10% dei posti di lavoro nel mondo. Sostenibilità e innovazione sono stati al centro di numerosi appuntamenti, oltre a vedere la presenza di 41 startup nellarea dedicata alla trasformazione digitale (Betech) e relativo forum Bit: Bringing Innovation Into Travel, per approfondire la digital transformation e linnovazione nel mondo del turismo, e 141 convegni a trattare di innovazione tecnologica, percorsi sostenibili, valorizzazione dei territori e formazione per operatori del settore. Rafforzate anche le 4 aree tematiche: Betech, A Bit of Taste, I Love Wedding e Bit4Job. Il BIT ha visto la partecipazione di 43.000 visitatori e di 1.300 espositori in rappresentanza di oltre 100 destinazioni in Italia e nel mondo, comprese le new entry Armenia, Costa Rica, Monaco, Oman, Namibia e Tanzania ed è stato diviso tra gli stand esteri e quelli italiani, spesso diviso per nazionalità o nel nostro caso in regioni, che preferiscono di gran lunga mettere insieme molti addetti resi corresponsabili della buona visibilità di quella regione e sostenere inesplorate novità del proprio territorio con nuove bellezze ed eccellenze. Ecco allora che, per esempio, l’Emilia Romagna promuove la Fabbrica Italiana Contadina FICO Eataly World di Bologna, il parco del cibo più grande del mondo, a rappresentare il cibo italiano “dal campo alla forchetta” e a favorire la dieta mediterranea, o fa conoscere i 170 anni di Garibaldi in Romagna, i Cammini per viandanti dell’Emilia Romagna con un turismo d’esperienza a passo d’uomo, l’enogastronomia tipica, punti di interesse naturalistico, luoghi storici, oppure NovemberPorc, il maggior evento europeo dedicato al maiale.

L’appuntamento con la prossima edizione è a FieraMilanoCity dal 9 all’11 febbraio 2020.

Maurizio Ferrari

Lunedì al Cinema

CINEFORUM LUNEDÌ AL CINEMA, PRIMAVERA 2019

PRESSO UCI CINEMAS PIOLTELLO

ORE 21 – 4 €

I BRIVIDI DELLA LETTURA

di Marcello Moriondo

Il libro. Quello che nasce dalla fantasia dello scrittore, che rimpie un foglio dopo l’altro, togliendone il primitivo candore. Quello che prosegue la propria vita passando nelle mani di un editore, poi sotto le maglie sferrazzanti delle rotative. Quello che arriva nelle librerie e, se ha fortuna, è esposto in vetrina, come messaggio accattivante per i passanti. Quello che diventa proprietà di un lettore e si concede alla sua interpretazione immaginaria. Quello che cade nelle mani di un produttore e si trasforma in film, per la fantasia del regista e degli spettatori.

Film che racconta di storie fantastiche, divertenti, tristi, minacciose, terrificanti, liberatorie. Che racconta la vita in vari periodii della Storia. Che racconta i percorsi di scrittrici e scrittori. Che ci fa sorridere, che ci strappa una lacrima, che a volte ci mette i brividi.

28 GENNAIO 2019

BLACKKKLANSMAN di Spike Lee con J.D. Washington, A. Driver – 128′ USA, 2018

dal libro di Ron Stallworth

Erano i tempi in cui negli USA il Ku Klux Klan era vivo e vegeto, pronto ad agire contro neri, ebrei e omosessuali.

4 FEBBRAIO 2019

UN PICCOLO FAVORE di Paul Feig con Anna Kendrick, Blake Lively – 116′, USA 2018

dal libro di Darcey Bell

I segreti inconfessabili di due amiche si tingono di noir quando le bugie che si presentano in successione diventano insostenibili.

11 FEBBRAIO 2019

WIDOWS: EREDITÀ CRIMINALE di Steve McQueen con Viola Davis, Michelle Rodriguez – 128′ Gran Bretagna, 2018

sceneggiato dalla scrittrice Gillian Flynn

Le vedove di due rapinatori uccisi durante “l’onorato lavoro” si coalizzano per proseguire l’attività di famiglia.

18 FEBBRAIO 2019

CONTA SU DI ME di Marc Rothemund con Elyas M’Barek, Philip Schwarz – 104′ Germania, 2017

dal libro di Daniel Meyer e Lars Amend

L’impegnativa punizione impartita da un padre al figlio trasgressivo si trasforma in una lezione di vita.

25 FEBBRAIO 2019

DON’T WORRY di Gus Van Sant con Joaquin Phoenix, Rooney Mara – 113′ USA, 2018

dal libro di John Callahan

Dall’autobiografia di Callahan, Van Sant racconta con leggerezza la sregolatezza che sfocia nel fumetto.

4 MARZO 2019

MARY SHELLEY – UN AMORE IMMORTALE di Haifaa Al-Mansour con Elle Fanning, Douglas Booth – 120′ USA, 2017

ispirato alla vita della scrittrice

In occasione della Giornata della Donna

Una ricostruzione verosimile della vita della scrittrice, mantenendo il sapore gotico cui normalmente vengono descritti i personaggi.

11 MARZO 2019

COLETTE di Wash Westmoreland con Keira Knightley, Dominic West – 111′ YSA, Gran Bretagna, Ungheria, 2018

ispirato alla vita della scrittrice

In occasione della Giornata della Donna

La vena letteraria dell’autrice sorge già nella dimora dove si è trasferita coi genitori, nell’amata campagna.

18 MARZO 2019

L’INCREDIBILE VIAGGIO DEL FACHIRO di Kenn Scott con Dhanush, Bérénice Bejo – 92′ Francia, USA, 2018

dal libro di Roman Puértolas

Si nasconde in un armadio perché senza soldi, ma qualcuno aveva già pensato di spedire il mobile in Inghilterra.

25 MARZO 2019

THE CHILDREN ACT – IL VERDETTO di Richard Eyre con Emma Thompson, Stanley Tucci – 105′ Gran Bretagna, 2017

dal libro di Ian McEwan

Fiona, specializzata in diritto di famiglia, e Adam, un adolescente testimone di Geova che rifiuta la trasfusione.

1 APRILE 2019

LA RAGAZZA DEI TULIPANI di Justin Chadwick con Alicia Vikander, Judy Dench – 107′ USA, Gran Bretagna, 2017

dal libro di Deborah Moggach

Amsterdam, XVII secolo. Cornelius e la sua giovane sposa Sophia posano per il pittore Jan van Loos.

8 APRILE 2019

L’UOMO CHE UCCISE DON CHISCIOTTE di Terry Gillian con Adam Driver, Jonathan Pryce – 132′ Gran Bretagna, Spagna 2018

da Miguel De Cervantes

Vent’anni fa, Gillian ha provato a mettere in scena Don Chisciotte. Ma solo ora è finalmente riuscito a farne un vero film.

15 APRILE 2019

RITORNO AL BOSCO DEI 100 ACRI di Marc Foster con Ewan McGregor, Hayley Atwell – 104′ USA 2018

ispirato alla vita dello scrittore A.A. Mine

Prendendo spunto e giocando con Winnie Puh, Foster racconta un periodo della vita del suo autore.