Riccardo III di William Shakespeare

Cercate di avere sempre un cavallo di scorta al vostro fianco.

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Una vita apparentemente perfetta

Una vita apparentemente perfetta

di Marcello Moriondo

“Perché ha aspettato così tanto?” Questa è la domanda classica e stereotipata rivolta a chi denuncia qualcosa di sgradevole che gli è occorsa nel passato. Recentemente ne hanno abusato quelli che invece di porre l’attenzione sulla gravità dei fatti, hanno preferito dileggiare le vittime di questi reati. Basti pensare alla crocifissione di Asia Argento e di chi dopo di lei, come ME TOO, ha avuto il coraggio di alzare l’indice verso i propri molestatori.

Lo stesso è accaduto a Michelle Hunziker. Anche se in modo molto meno violento che a Asia, una delle prime domande durante le presentazioni del suo libro è stata proprio quella: “Perché dopo tanto tempo?”. Ora, non sono uno psicologo, ma penso che chi subisce un trauma, non è certo nelle condizioni migliori di sbandierare a destra e a manca le sue disavventure.

Ma veniamo al contenuto del libro. Michelle racconta per la prima volta, senza falsi pudori, il vortice in cui si è trovata avviluppata, vittima dell’influenza negativa esercitata su di lei da Clelia, una sorta di guro che, approfittando di un periodo di debolezza dell’artista, l’ha gradualmente allontanata dai suoi affetti, anche quelli più cari: il marito, cantante di successo Eros Ramazzotti, la figlia Aurora, di 3 anni all’epoca, e la madre Ineke.

Per cinque lunghi anni è rimasta di fatto prigioniera di una setta, controllata in ogni suo passo, anche durante gli spettacoli, dove doveva comunque, per copione, dimostrare allegria e serenità.

Michelle racconta tutto questo con disincanto, raccontando anche con ironia l’ingenuità della ragazzina alle prime armi nel mondo della moda e dello spettacolo, fino alla risoluzione definitiva, quando ritrova il rispetto di sé stessa ed esce dall’incubo grazie anche all’amore per Aurora.

Di quella triste vicenda non aveva fatto parola con nessuno, nemmeno con sua madre. Solo al marito Tomaso Trussardi aveva confidato l’intero episodio. Ora è di pubblico dominio, grazie agli assillanti media, ma soprattutto grazie a questo libro scritto con passione e leggerezza.

 

BIT, BORSA INTERNAZIONALE DEL TURISMO 2018 di Maurizio Ferrari

Dall’11 al 13 febbraio Fiera Milano City ha ospitato BIT, la Borsa Internazionale del Turismo che ormai è diventata una manifestazione storica, organizzata da Fiera Milano e iniziata nel 1980. Si tratta di un evento aperto al pubblico nella giornata di domenica e che si estende agli operatori del settore nei due giorni successivi. Si trova il pubblico dei viaggiatori o semplicemente di curiosi delle cose del mondo e quella degli operatori professionali della filiera tradizionale, agenti di viaggi, tour operator, compagnie di trasporto, fornitori di tecnologia, stampa di settore e hotel. Proprio parlando con alcuni operatori del compartimento alberghiero si scopre che anche qui non è più come una volta, quando soprattutto nelle città d’arte ci si appoggiava al turista che veniva una volta soltanto e quindi non era necessariamente coccolato. Ora tanti albergatori puntano moltissimo sul proprio prodotto, ne incrementano la tecnologia, lo pubblicizzano su internet e vanno alla ricerca di nuovi mercati sempre più personalizzati e multitarget, comunicando nuove emozioni, solleticando il turismo enogastronomico e precorrendo le necessità del turista quando arriverà in hotel. Ma tanti erano i motivi di interesse e le aree tematiche, come il Recruiting per il settore turistico quale opportunità per scegliere personale qualificato e dare impulso alla propria impresa. C’è stato poi il BeTech, area dedicata al digitale e alla tecnologia di Bit per riunire i servizi di business e networking. È stato un avvenimento molto frequentato, considerando i 1.500 buyer da 79 Paesi in particolare da Centro e Sudamerica, Middle East, Est Europa, India, Russia e USA e i 46 mila visitatori a caccia di informazioni su borghi, isole, mete esotiche, buon cibo e aree tematiche che rafforzano la formula esperienziale quali A Bit of Taste, I Love Wedding, Bit4Job e Turismo LGBT, a prospettare le destinazioni più friendly, le proposte più originali come le crociere LGBT e l’opportunità per l’Italia di ampliare e destagionalizzare i flussi turistici: tutto questo anche grazie alla recente vittoria di Milano nella corsa per ospitare nel 2020 la 37ª Convention IGLTA sul Turismo LGBT. Insomma una manifestazione ricca di interessi, che vale la pena di andare a vedere anche solo per curiosare di mondi lontani e dove ogni stand ti offre qualcosa, un sake, un liquore, un dolcino, una mappa della sua nazione o anche solo un sorriso di benvenuto.
L’appuntamento con la prossima edizione è a FieraMilanoCity dal 10 al 12 febbraio 2019.