I morti non muoiono?

A volte ritornano

di Marcello Moriondo

Jim Jarmusch si lancia nel mondo dei “morti viventi” di romeriana memoria e profetizza, a causa dello spostamento dell’asse terrestre, lo sterminio dell’umanità, cui forse sfuggiranno dei ragazzini.

I morti non muoiono, che ha aperto la competizione a Cannes, è un bizzarro zombie movie in cui i “risorti”, oltre a sgranocchiare gli esseri umani, ripetono i gesti e i tic che avvano in vita.

Jarmush si circonda dei suoi attori preferiti: Bill Murray, è lo sceriffo stralunato nella tranquilla cittadina di Centerville. Adam Driver, ormai un habitué del Festival, è il suo vice, che sa che finirà male perché ha “letto il copione”. Chloë Sevigny, la musa degli autori indipendenti, è l’agente impaurita. L’amico del regista Steve Buscemi è lo scorbutico fattore Frank. Ma ci sono anche Tom Waits nella parte di Bob l’eremita, e Iggy Pop nel primo zombi che spunta dalla terra. La gelida britannica Tilda Swinton (Zelda, come Fitzgerald), è la becchina stravagante e Selena Gomez, che tra tv e concerti riesce a rimanere fedele al cinema, è l’hipster Zoe.

Il leitmotiv, più volte citato dai protagonisti quale colonna sonora del film (gli amici di Zoe ne comprano il cd), è la malinconica The Dead don’t Die di Sturgill Simpson.

 

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