MANCHESTER BY THE SEA di Marcello Moriondo

MANCHESTER BY SEA (2016)scritto e diretto da Kennet Lonergan

Il FILM: Quando muore suo fratello Joe, Lee Chandler viene nominato tutore Patrick, figlio adolescente di Joe. Lee viveva per scelta isolato, lontano da familiari e amici di un tempo. Ora, tornato per le esequie, si ritrova sulle spalle questa responsabilità enorme, che non crede (o non vuole) essere in grado di assolvere. Inoltre, il ritorno a casa comporta anche l’incontro con la ex moglie Randi, e il passato ricade su di lui come una grossa pietra. È un tragico passato, che ancora lo tormenta, un incubo da cui era fuggito dolorosamente.

CAST: Casey Affleck nei panni di Lee – Michelle Williams nei panni di Randi – Kyle Chandler nei panni di Joe – Lucas Hedges nei panni di Patrick.

REGIA: Kennet Lonergan ha iniziato la sua carriera nel 1999 come co-autore della sceneggiatura di Terapia e pallottole, diretto dal compianto attore, regista e sceneggiatore Harold Ramis. L’anno successivo ha firmato, come regista, la pellicola Conta su di me. Il 2002 lo vede ancora co-sceneggiatore per il film di Martin Scorsese Gangs of New York (2 Golden Globe). Nel 2011 esce Margaret, scritto e diretto da Lonergan, con Matt Damon tra i protagonisti. Damon ha voluto e prodotto Manchester by the Sea.

PREMI E RICONOSCIMENTI: OSCAR 2017: – Miglior attore protagonista a Casey Affleck, Miglior sceneggiatura originale.

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LE FERITE DEL TEMPO di Marcello Moriondo

È SOLO LA FINE DEL MONDO

di Xavier Dolan

con Gaspar Uliel, Marion Cotillard

Francia 2016, 95′

Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes

Dalla commedia di Jean-Luc Lagarce

Louis ha lasciato da 12 anni la casa della sua famiglia. Qualcosa si era rotto, tra loro e la comunicazione era, per lui, diventata impossibile. Ma si sa, quando sopraggiunge un avvenimento importante, un fatto che può cambiare il corso della vita, l’unico rifugio è il ritorno, la famiglia.

Ora Louis è uno scrittore affermato e potrebbe anche fingere di dimenticare il proprio passato, come se sua madre e i suoi fratelli non esistessero. Ma il richiamo dell’alveo famigliare, in un momento per lui così delicato e drammatico al tempo stesso, è imperativo.

Il figliol prodigo viene accolto con amore, soprattutto dalla madre. Ora Louis deve trovare il modo e il momento giusto in cui comunicare loro la grande notizia, dato che i vecchi dissapori e le incomprensioni che precedentemente l’avevano fatto allontanare dalla famiglia, tornano a vivere.

È da subito evidente che la “notizia” è un pretesto per poter raccontare il rapporto familiare dei protagonisti.

FEDELI ALLA LINEA di Marcello Moriondo

Osvaldo Cavandoli ci ha lasciato ormai da dieci anni. Il Cava, come amava firmarsi e come lo chiamavano i suoi amici, quasi in prevalenza artisti, come lui.

Mosse i primi passi lavorando a uno dei primi cartoni animati italiani: I Fratelli Dinamite, presso lo Studio Pagot. Erano gli anni ’40 e già il giovane Osvaldo, classe 1920, aveva intuito “cosa fare da grande”. Il passo verso l’animazione pubblicitaria fu inevitabile. A breve passò dai pupazzi animati dei primi spot al personaggio che lo rese famoso, non solo in Italia: La Linea. Furono i gloriosi tempi di Carosello, in cui il prodotto pubblicizzato diventò ben presto solo un pretesto per portare sul piccolo schermo giovani e meno giovani artisti talentuosi.

Il successo della Linea fu tale che una produzione italo-franco-tedesca ne commissionò a Cavandoli una serie televisiva pluripremiata.

Se dalla scomparsa del Cava sono passati dieci anni, dal mitico Carosello ne sono passati addirittura 60. Per celebrare questi due anniversari, la sua Milano, quella che portava nel cuore, ha deciso di dedicargli la prima edizione del Festival Itala, in collaborazione con lo Studiocine Cavandoli e la Quipos. Per una rinascita delle arti. Il calendario è molto fitto. Si è partiti dall’inaugurazione della statua di La Linea, realizzata dall’artista cileno Patricio Parada e dall’artigiano Simone Pignata. in Via dei Mercanti, struttura che rimarrà esposta al pubblico fino al 30 novembre.

Ma ci saranno anche delle visite guidate allo Studiocine Cavandoli dal 15 settembre al 15 dicembre, poi spettacoli, musica, presentazione di libri.

All’affollata conferenza stampa di presentazione, presieduta dalla Bottega Partigiana, hanno partecipato, oltre ai giornalisti, il figlio di Osvaldo, Sergio Cavandoli con il gruppo che porta avanti tuttora lo Studiocine. Presenti anche la Quipos, storica agenzia del Cava e diversi amici dell’artista.

Franco Godi, il musicista che ha accompagnato con le sue composizioni tutte le avventure della Linea, ha voluto ricordare gli ultimi anni di Osvaldo, di quando il Cava lo chiamava dalla strada con un fischio e lui si affacciava per scambiare con lui il saluto giornaliero.

Nedo Zanotti, che dell’animazione ha fatto una professione, ha raccontato i primi passi di La Linea, che hanno coinciso con la nascita dell’amicizia tra Nedo e Osvaldo.

Bruno Bozzetto, mitico animatore nonché amico di Osvaldo, si è soffermato sull’anomalia del fenomeno, cioè del fatto che un’opera artistica come quella della Linea, fosse stata accostata nel riconoscimento quasi esclusivamente tramite il prodotto pubblicizzato più che verso il suo creatore.

Per ulteriori informazioni:

www.bottegapartigiana.org

www.lafabbricadellanimazione.org

www.festivalitala.org

LE TOURBILLON DE LA VIE di Marcello Moriondo

LA LA LAND

di Damien Chazelle

con Ryan Gosling, Emma Stone

USA 2016, 126′

Leone d’Oro a Venezia 2016, 6 Oscar 2017

On s’est connu, on s’est reconnu
On s’est perdu de vue, on s’est r’perdu d’vue
On s’est retrouvé, on s’est réchauffé
Puis on s’est séparé…

(a Jeanne Moreau)

L’autostrada, con il semi ingorgo; l’impazienza e la maleducazione ormai dilagante tra gli automobilisti; il gioco delle coincidenze, gli incroci, gli incontri e gli scontri, il detto e il non detto, cantando e non, ballando e non, suonando e non.

Un gioco di coppia, tra bugie e sentimenti sinceri, ballando e cantando sulla sottile linea che separa l’ambizione, quindi la ricerca del successo, dall’abbandonarsi al vero amore.

Potrebbe essere un’unione perfetta: lei che lascia il locale dove serve da bere alle attrici che vuole emulare per raggiungere lui, che smette di suonare nei piano bar per salire le scale musicali fino al riconoscimento del grande pubblico. Ma i compromessi e le occasioni (mancate o riuscite che siano) possono compromettere anche le passioni che possono apparire scontate e indistruttibili.

Il tutto nella città delle stelle, dove si arriva in auto, lungo una banalissima autostrada super affollata, nella speranza di diventare un artista famoso, che sia un musicista apprezzato o una stella del palcoscenico. Ma l’arrivo in auto serve soprattutto a presentarci i due protagonisti, i loro umori e i loro caratteri.

Vediamo quindi Ryan e Emma che diventano, per esigenze di copione, cantanti e ballerini. Inevitabilmente, quando si affronta il musical, soprattutto al cinema, è quasi impossibile evitare le citazioni. Che siano volute o no, che ricordino Woody Allen o scimiottino Ginger e Fred se non Gene Kelly: dopo quasi un secolo di film musicali è davvero inevitabile.

Il musical, quello lontano da Broadway, appartiene a Los Angeles, a Hollywood. Per cui quale location migliore per mettere insieme un nuovo film sul genere, che nostalgicamente ammicca alla sua splendida epoca?

Sogni, amori, musica e deriva romantica. Da non perdere.