BLOODSONG di Marcello Moriondo

Un altro amante si mette in viaggio nell’universo! La vita… si muove! Come tutte le persone tristi, sono un poeta.” Allen Ginsberg, 1944.
Ci fu un’epoca in cui uscirono allo scoperto i massimi esponenti della cosiddetta BEAT GENERATION. Mentre la “caccia alle streghe” del famigerato senatore McCarty era in pieno svolgimento, Lawrence Ferlinghetti, l’editore poeta, pubblicò un libro già uscito in Inghilterra: Urlo, il manifesto poetico del nuovo corso letterario, firmato da Allen Ginsberg. Era il 1957. Per questo, quasi che il successo di quest’opera fosse una colpa, Ferlinghetti fu arrestato e processato. A difendere pubblicamente il libro, entrò in scena. Tra gli altri, il poeta Gregory Corso. Quasi contemporaneamente venivano pubblicati Sulla strada di Jack Kerouac e Il pasto nudo di William Burroughs. Da quel momento, i profeti del nuovo corso letterario erano, più o meno, esposti al giudizio pubblico.
Inutile dire che Urlo, Sulla stada e Il pasto nudo erano destinati a diventare film.
Ma dov’erano i nostri eroi 13 anni prima? Di Ginsberg, Kerouac e Burroughs si sa che frequentavano la Columbia University di New York. E passarono ai disonori della cronaca per una brutta vicenda legata al loro amico Lucien Carr.
Il titolo italiano, al solito, tradisce l’originale, ma l’essenza rimane. Questi giovani ribelli, che avrebbero contribuito in seguito a variare il corso della letteratura e del costume, pensavano di potersi immergere in qualsivoglia trasgressione, di poter violare le regole senza conseguenze. Avevano fondato con Lucien Carr il circolo Poetico/letterario chiamato dei “libertini”, che faceva riferimento al poeta Walt Whitman, tanto amato da Ginsberg. A questo punto è inevitabile l’accostamento con L’attimo fuggente e alla “setta dei poeti estinti”. Come nel film di Peter Weir, Carr salta sul banco della biblioteca declamando però non Whitman, ma Il tropico del Cancro di Henry Miller.
È in questo clima che che l’insegnante David Kammerer si innamora del giovane Carr. È un amore ossessivo, che raggiunge i tratti che oggi abbiamo riassunto nel termine inglese “stalking”. Se Kerouac e Carr fossero riusciti a imbarcarsi per la Francia, forse Kammerer avrebbe vissuto più a lungo. Ma tant’è: le cronache d’epoca ci hanno trasmesso quello che avremmo preferito evitare di leggere.
Per conoscere meglio le circostanze degli accadimenti narrati, sarebbe opportuno leggere Bloodsong, il libro in cui Allen Ginsberg percorre il suo periodo alla Columbia University. James Grauerholz, ha eseguito una ricerca meticolosa, raccogliendo scritti di Ginsberg d’epoca, diari, trascrizioni di dialoghi, descrizioni di sogni, parole in libertà, ma soprattutto utilizzando il romanzo autobiografico incompiuto The Bloodsong. Nel romanzo, in cui si evidenzia il percorso letterario dei Ginsberg, tramite i suoi colpi di fulmine per determinati autori, Allen racconta dell’incontro con Carr e Kammerer, fino alla tragedia annunciata. Mancano probabilmente diversi capitoli della seconda parte, ma il finale è già scritto, lucido e dirompente.

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